Storia dell’ostello Amalienhof

Nella seconda metà del XIX secolo Nikolayevskaya iela (l’attuale K. Valdemara iela) era l’ultima strada principale che delimitava il centro di Riga, periferia di San Pietroburgo. Oltre il fiume Daugava si estendevano solo campi e grandi terreni da pascolo.

Nel 1885 l’autorità cittadina responsabile dell’edilizia approvò un progetto: un edificio di mattoni a due piani adibito a scuderia e una dependance per il cocchiere, all’incrocio tra Nikolayevskaya and Kirpichnaya iela (le attuali K. Valdemara e E.Melngaila iela).

La costruzione fu completata nel 1886, come si evince dalle cifre incise sulla banderuola posta sulla torre della scuderia.
Allo spirito razionale di un uomo del XXI secolo la costruzione di una scuderia con ornamenti architettonici appare un’idea strana, e la costruzione di una torre ornata con una banderuola ancor di più. Ma il XIX secolo è il secolo del Romanticismo e se leggerete attentamente il frontespizio del progetto vedrete che il proprietario terriero e committente erano una donna e per di più una Baronessa, a giudicare dal suo nome. Sul frontespizio viene così presentata : la Consigliera di Stato Ms. Amalia von Reinhold.

Per questo motivo l’edificio dopo la ristrutturazione ha preso il nome di quella che era la proprietaria di allora, Amalienhof (la tenuta di Amalia).

Rudolf Heinrich Tsirkvits (1857 – 1926) fu l’architetto che progettò il complesso e allora, all’epoca del lavori, aveva 28 anni.
L’anno successivo, nel 1887, fu costruito nelle vicinanze un condominio di tre piani, sempre progettato da Tsirkvits.

Più tardi, a partire da altri suoi progetti, vennero costruite molte case nel centro di Riga, edifici che vengono ancora considerati tra i più belli della città (Vilandes iela n. 1, 2, 3, 5, 7, 11,.. Ausekla iela n. 1, 2, 4, 6; Elizabetes iela n. 9 e altri).

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Questo è il frontespizio datato 1885, scovato negli archivi degli uffici dell’edilizia di Riga. Che ordine da togliere il fiato e che attenzione ai dettagli nei documenti amministrativi di 120 anni fa! Gli anni sono passati, i tempi sono cambiati ma i documenti sono ancora in perfetto ordine.

Architect drew very nice project. Only for some reason, the window on the tower in the project drawn in the form of a cross of St. George, but in reality it's round shaped. Perhaps to avoid confusion stables with the church?
L’architetto ha realizzato un progetto davvero raffinato. Solo per qualche motivo a noi ignoto la finestra sulla torre, ideata a forma di croce di S. Giorgio, è stata realizzata in forma circolare. Che sia stato per evitare di confondere la scuderia con una chiesa?

2000

Ecco come l’edificio appariva nel 2000. Nel corso degli anni ha cambiato molti proprietari. In tempi diversi furono realizzate quattro porte per i garage, senza che vi fosse nessun progetto o calcolo ingegneristico. Il gran maestro Mikhail Tal (scacchista sovietico ed ottavo campione del mondo) è stato uno dei proprietari della scuderia. Con l’inizio dei lavori di ristrutturazione la facciata dell’edificio è stata completamente smantellata.

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Ecco qui come si presentava il secondo piano. Prima di iniziare i lavori è stato necessario riempire otto camion per rimuovere tutta la spazzatura.

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Per ristrutturare la facciata è stato necessario scovare dei mattoni del XIX secolo, che si possono trovare nei cantieri dove i vecchi stabilimenti industriali sono stati demoliti. Trovare i mattoni della giusta misura si è rivelato un’ardua prova: a quei tempi non esistevano misure standard.

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La facciata principale prima della ristrutturazione.

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La facciata dopo i lavori. I mattoni decorativi sono stati colorati con una vernice speciale, seguendo la ricetta originale. La sfida è stata quella di scegliere il giusto colore della vernice.

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Il nuovo muro realizzato con i vecchi mattoni.

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Al momento della ristrutturazione la torre era stata danneggiata dal tempo. È stato necessario smantellarla completamente ed utilizzare i vecchi pezzi come modelli per realizzarne di nuovi. E, ovviamente, riassemblare il tutto.

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Per ricoprire la torre era stata utilizzata l’ardesia, un materiale raro . Trovare tegole della stessa forma e dimensione è stato impossibile, e per questo motivo è stato utilizzato un materiale che imita l’ardesia naturale.


Fortunatamente la banderuola originale era stata rimossa e messa in salvo da uno dei residenti. Dopo esser stata restaurata da un fabbro, la banderuola ha ripreso il suo legittimo posto.